Facciata di Santa Maria di Cerrate

Abbazia di Santa Maria di Cerrate

Oggi vi parlo del mio luogo del cuore l’Abbazia di S. Maria di Cerrate.

Un luogo particolarmente suggestivo e sorprendente, una chiesa romanica, un tempo monastero bizantino con scriptorium e biblioteca, al centro di quella che appare una tipica masseria salentina.

Anticamente situata nei pressi della strada romana che univa Brindisi con Lecce e Otranto, si trova immersa in un paesaggio rurale stupendo, tra uliveti e alberi da frutto.

Ma come sia sorto un complesso architettonico tanto particolare?

L’origine di un luogo tanto unico non può che essere avvolta nella leggenda. Il principe normanno Tancredi D’Altavilla fondò l’abbazia dopo aver avuto una visione della Madonna mentre inseguiva una cerbiatta in una grotta.

La realtà storica, forse meno accattivante, vede come fondatore Boemondo D’Altavilla (il figlio del Guiscardo), il quale tra XI e XII secolo insedia un cenobio di monaci orientali in fuga da Bisanzio e dalla controversia iconoclasta.

Si tratta di un avvenimento storico molto più antico rispetto alla fondazione del nostro sito, risalente al regno di Leone III Isaurico, il quale emanò un editto che sanciva la distruzione di tutte le immagini sacre, compresi mosaici e affreschi. Un capitolo nero della storia dell’impero bizantino, durante il quale, in particolare i monaci, scelsero di  sfuggire alle persecuzioni rifugiandosi in grotte naturali, che divennero veri e propri luoghi di culto. All’ingresso delle grotte veniva posta un’icona della Madonna a protezione della cavità.

Una parte consistente dei monaci in fuga trovò rifugio in Italia meridionale e soprattutto in Salento.

Santa Maria di Cerrate divenne uno dei più importanti centri monastici del Mezzogiorno, grazie anche alla costruzione della biblioteca e dello scriptorium.

L’allargamento del complesso iniziò nel 1531, quando grazie all’Ospedale degli Incurabili di Napoli l’Abbazia si dotó di nuove strutture: alloggi per i contadini, stalle, un forno, un agrumeto, un mulino, un pozzo e due frantoi ipogei.

Un luogo, dunque, per tutti i gusti.

In primis per gli appassionati d’arte che, visitando il complesso di Santa Maria di Cerrate, avranno modo di ammirare: una chiesa romanica di rara bellezza,  un eccezionale porticato esterno con tutti i capitelli delle colonne l’uno diverso dall’altro, il meraviglioso lavoro di conservazione e restauro degli affreschi della chiesa e i preziosi ricami nella pietra leccese di gusto cinquecentesco del  pozzo a baldacchino.

santa maria di cerrate particolare del portico medievale

Per i turisti “bucolici”, amanti degli ambienti rurali, la visita continua nel mulino per la macinazione del grano e nel forno dove si produceva il pane, riallestito con gli arredi dell’epoca.

E per gli amanti delle storie a lieto fine, questo sito è uno dei tantissimi salvati grazie alle campagne di restauro ben gestite.

Pozzo cinquecentesco di santa maria di cerrate

Oggetto di un grande saccheggio ad opera di pirati turchi nel 1711, rimase in stato di completo abbandono quasi fino al 1965, quando fortunatamente iniziò la grande rivalutazione del complesso, sia dal punto di vista della conservazione sia della valorizzazione. E dal 2012, grazie al FAI, anche della fruizione al pubblico di un altro piccolo tesoro salentino.

particolare degli affreschi di Santa Maria di Cerrate

Scoprite con le guide di The Monuments People gli itinerari sul medioevo leccese, vi aspettiamo!

Agnese Consani

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