Sulle Orme di Federico II di Svevia

Sulle orme di Federico II di Svevia: “Puer Apuliae”

Sulle orme di Federico II di Svevia: “Puer Apuliae”

Federico Ruggero di Hohenstaufen, molto più comunemente chiamato Federico II di Svevia, è conosciuto anche con gli appellativi di “Stupor Mundi” (“meraviglia o stupore del mondo”) e “puer Apuliae” (“fanciullo di Puglia”). Ed è su quest’ultimo che vorrei soffermarmi per parlare della presenza federiciana nel territorio pugliese e delle tracce che egli ha lasciato. Innanzitutto forse questo appellativo merita una piccola parentesi di approfondimento o qualche domanda di riflessione, poiché va specificato che nel XIII secolo l’Apulia non coincideva esattamente con i confini della regione che conosciamo oggi ma si riferiva in verità al Sud Italia.

Noi riteniamo quest’appellativo con accezione di vanto, ma non tutti sono della stessa opinione: secondo il medievista barese Raffaele Licinio, per esempio, era da considerarsi una specie di insulto indirizzato allo Svevo da cronisti tedeschi legati a Ottone IV di Brunswick, suo rivale nella corsa alla corona imperiale; un modo per dirgli: «Sei un figlio del Sud, che cosa vuoi in Germania?». Diverso è il parere invece di Hubert Houben, medievista nell’ateneo salentino, per il quale si tratterebbe davvero di un epiteto positivo, senza togliere comunque che esso volesse dire “fanciullo del Sud Italia” e non “della Puglia”.

Queste considerazioni tuttavia non diminuiscono l’importanza della figura di Federico II di Svevia nell’immaginario collettivo dei pugliesi né tanto meno nelle molte testimonianze storico-architettoniche che contribuiscono al pregio del patrimonio culturale della regione Puglia. Personaggio multiforme e poliedrico, malgrado la posizione avversa dei suoi detrattori non gli si può negare di essere stato il più grande protagonista del suo secolo, nell’alternarsi di vittorie eclatanti e di brucianti sconfitte, fu prudente e temerario allo stesso tempo, tenace, pragmatico e scaltro, perspicace indagatore, umanista squisito e mecenate generoso. La figura di Federico II ha catturato l’attenzione degli storici e del popolo, dando origine anche ad una lunga serie di miti e leggende popolari, nel bene e nel male.

Era il marzo 1221 quando il sovrano visitò per la prima volta la Puglia, terra ricca di boschi, ideale per la caccia con il falcone alla quale era particolarmente appassionato, ma soprattutto lo legavano a questi luoghi il clima mite, l’ospitalità della gente, le abitudini della vita e a lui la terra di Puglia deve importanti monumenti, meta ancora oggi di turisti e visitatori da ogni parte d’Italia e del mondo.

In un binomio Federico II e Puglia è innegabile non pensare subito a Castel del Monte, uno dei tesori dell’UNESCO, collocato su un colle delle Murge nel territorio di Andria, come una corona turrita simbolo del potere federiciano. Un monumento che ancora oggi fa parlare di sé e del suo creatore, poiché avvolto nel mistero, e se ne dice di tutto e il contrario: innanzitutto, finora non è stata stabilita la funzione che questa costruzione doveva avere; le ipotesi sono molte, a volte fantasiose, ma l’unica cosa che al momento si può affermare è che, al di là di quello che il nome potrebbe suggerire, non era una castello, non almeno inteso come struttura di difesa. Uno dei motivi di maggiore riflessione è la numerologia dominante in questa architettura, legandola al vasto ed eclettico sapere di Federico: c’è una costante sorprendente del numero otto che si legge nella forma a ottagono della fabbrica e del suo cortile interno e otto sono le torri ottagonali, otto le stanze al piano terra e otto quelle al primo piano. Alcuni, proprio per questo alone di mistero che pervade ancora il luogo, nonostante l’incuria e le barbarie del tempo e dell’uomo, vedono in Castel del Monte lo scrigno leggendario del Santo Graal.

Ma tanto si può raccontare e tanti gli elementi che possono essere spunto di approfondimenti.

Sappiamo di molti castelli di epoca normanna restaurati sotto il dominio svevo o fatti erigere ex novo, penso al castello di Trani, di Bari, di Monte Sant’Angelo, di Vieste, di Gioia del Colle, di Barletta e di Gravina o ancora a quello di Oria e di Brindisi, ma solo per citarne alcuni senza voler fare torto a quelli che non indico per mia mancanza.

L’itinerario: Sulle orme di Federico II di Svevia: “Puer Apuliae” prosegue lungo le Alte Murge e raggiungendo Altamura, qui nel cuore del centro storico, percorrendo quello che è il corso principale dedicato proprio a Federico, arriviamo alla Cattedrale.

Siamo soliti associare lo “Stupor Mundi” alle architetture militari, ma il caso di Altamura ci propone un unicum, la sua Cattedrale, unica chiesa costruita dalle fondamenta per volontà di Federico II e definita il “miracolo federiciano”, anche se oggi non molto rimane della tempio primitivo.

Era circa il 1232 quando l’imperatore svevo era giunto nei pressi delle rovine delle ciclopiche mura peucete dell’antica Altamura, nonostante le case distrutte e i molti ruderi, notò che quel luogo era bello e salubre, inoltre – come dice la leggenda – si accorse che alcuni suoi soldati già malati di peste, giunti lassù recuperavano la loro salute fino a guarire. Il suo genio allora concepì la costruzione di una grande chiesa con intorno una nuova città.

Un altro aneddoto curioso che ha il “Puer Apuliae” come protagonista ha avuto luogo nel castello di Bari. Il complesso federiciano è ancora oggi ben riconoscibile, nonostante la fortificazione cinquecentesca, nel suo corpo centrale. L’episodio in questione riguarda una delle vecchie torri svettanti, la cosiddetta Torre del Monaco o di San Francesco. Si racconta che nell’inverno del 1220 per benedire la posa della prima pietra di un nuovo convento, il Santo d’Assisi si trovasse a Bari e che in quell’occasione abbia incontrato Federico II; quest’ultimo volle mettere alla prova la purezza del frate, così dopo averlo invitato a cenare nel castello lo rinchiuse, per la notte, nella suddetta torre con una giovane donna di facili costumi, ma la reazione del Santo impressionò tanto lei quanto l’imperatore che ne chiesero il perdono. Pare comunque che lo “Stupor Mundi” non facesse molta attenzione nell’evitare di destare chiacchiere sul proprio conto; ne fu un valido esempio l’esordio delle sue seconde nozze con la giovane Jolanda di Brienne, che vennero celebrate nella vecchia cattedrale di Brindisi a pochi passi dal porto della città dove lei e la sua corte erano sbarcati portando la corona di Gerusalemme. I festeggiamenti ebbero luogo nella provincia brindisina, nel castello di Oria, e qui si sarebbe dovuta consumare la prima notte di nozze, se non fosse che Federico godette dei favori di un’altra donna piuttosto che della sua sposa. Proprio così, l’imperatore tradì la consorte prima ancora di condividere il talamo nuziale e lo fece con la cugina di lei, l’avvenente Anais, nipote di Tancredi d’Altavilla, che era stato signore di Lecce, che era stato re di Sicilia prima che Costanza madre di Federico II decidesse di lasciare il convento e dare seguito per non lasciare il potere al ramo pugliese della stirpe reale normanna e sposa Enrico VI.

Insomma gli intrighi non mancano intorno alla figura del “Puer Apuliae”, tra storia e leggenda, e molte ne potreste scoprire accompagnati dalle narrazioni delle guide professioniste di THE MONUMENTS PEOPLE.

Sulle orme di Federico II di Svevia: “Puer Apuliae” è solo uno degli itinerari tra quelli proposti in catalogo personalizzabili in base a specifiche richieste o per approfondire quelle curiosità che magari questo stesso articolo potrebbe aver suscitato.

 

Informazioni Utili

Castel del Monte

Orario di apertura al pubblico
– 1 ottobre – 31 marzo h. 9:00 – 18:30 (chiusura della biglietteria h. 18:00)
– 1 aprile – 30 settembre 10:15 – 19:45 (chiusura della biglietteria h. 19:15)
(Chiuso 25 dicembre e 1 gennaio)
Le tariffe di ingresso al Castello
(In occasione di mostre ed eventi le tariffe possono subire delle modifiche)
BIGLIETTO INTERO € 7,00
BIGLIETTO RIDOTTO € 2,00
– Giovani di età compresa tra 18 – 25 anni
BIGLIETTO GRATUITO (valido per il solo giorno di emissione) dietro esibizione di idoneo documento

 

Sara Foti Sciavaliere

 

 

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