Tempo di Quaresima a barletta

Tempo di Quaresima a Barletta

Ci ritroviamo a vivere quest’anno un’insolita Pasqua, senza i consueti riti e le manifestazioni di religiosità popolare che scandiscono il “Tempo di Quaresima a Barletta”.

Ecco perché, quando Pina mi ha chiesto di raccontare i “singolari” eventi che caratterizzano la Settimana Santa nella mia città, ovvero Barletta, ho accettato con estremo piacere, per poter condividere con voi quanto quest’anno non sarà possibile vivere.

Da noi, tutto ha inizio la notte tra il martedì grasso e il mercoledì delle ceneri quando ad annunciare l’inizio della Quaresima sono i 40 colpi delle campane di San Giacomo. La prima celebrazione, in vista della Pasqua, ricade nella Quinta Domenica di Quaresima, quella che in passato era la prima Domenica di Passione ed ha lasciato traccia nella solennità della Santa Spina.

La processione, dal tempo in cui i Trinitari portarono la reliquia a Barletta (XII sec.), si svolge ancor oggi come se il tempo si fosse fermato: la messa solenne animata da antichi canti, la via Crucis cittadina lungo il periplo di piazza Plebiscito con il reliquiario della Santa Spina, il rintocco, di nuovo, delle campane questa volta per 33 volte, quanti furono gli anni vissuti da Gesù e infine il“Christus Minore” del musicista barlettano Giuseppe Curci composto per l’occasione, sono gli “ingredienti” di un’atmosfera di gran pathos.

In occasione di questa domenica il popolo barlettano rinuncia persino al suo ragù di carne, intoccabile per tutto il resto dell’anno assieme al frutto di mare, e lo sostituisce con un sugo di seppie ripiene e linguine, pranzo che si ripeterà la domenica successiva. Un’altra poi abitudine legata alla Santa Spina è quella di seminare le lenticchie da far germogliare in un luogo buio, i c.d. “sepolcri”,  da portare in chiesa il Giovedì Santo per ornare l’ altare della Reposizione.

E se, la Domenica delle Palme ci sarà vento, i barlettani lo sanno già, perché come dice il detto: “Se la Spina è lacrimosa le Palme saranno ventose” ovvero, se piove alla Santa Spina (e tutti gli anni puntualmente piove fatta eccezione di quest’anno) durante la Domenica delle Palme ci sarà molto vento.

Suggestivo è anche il rito del giovedì precedente la domenica delle Palme, quando nella chiesa di San Giacomo, dopo la meditazione sulle ultime sette parole di Gesù, in un religioso silenzio è deposto sull’altare Gesù morto e tutti l’omaggiano con una candelina cantando le litanie della Passione.

Il “Tempo di Quaresima a Barletta”, durante la Settimana Santa, sorvolando alcuni riti uguali un po’ in tutta Italia, si contraddistingue con, dei veri ‘pezzi unici’, le due processioni del Venerdì Santo dove sono protagoniste le reliquie della Passione e l’Eucarestia.

Infatti, alle 13:30, puntualmente, si avvia dalla Cattedrale la processione Eucaristico-Penitenziale che si snoda per le principali vie della città, con una sosta all’ora Nona (15.00) presso il sagrato della Chiesa di San Gaetano, per un momento di riflessione e di meditazione e per ascoltare lo struggente canto del “Christus” di Curci composto nel 1872 per l’occasione.

In processione sfilano tutte le confraternite per accompagnare non le statue della passione ma un’urna d’argento che custodisce il Santissimo Sacramento, sostenuta da giovani sacerdoti scalzi che indossano antichissimi paramenti sacri. Il motivo di questa insolita processione è dovuto ad un voto che la città fece durante la peste del 1656. Tuttavia dagli scritti del tempo emerge che la processione esisteva fin dal 1504, con molta probabilità, perché anche quello fu anno di peste. Non a caso dal 1548 l’Arciconfraternita del santissimo Sacramento in Santa Maria Maggiore è denominata “Confraternitas Sacratissimi Corporis Christi Veneris Sancti“.

Durante la processione un’altra sosta importante è nei pressi di via Romania, strada che deve il suo nome non al popolo rumeno, ma all’espressione dialettale “rumanett” per ricordare che in quel punto cessò la peste a seguito di un’abbondante nevicata. Dopo la processione tutti a casa a guarnire le ‘scarcelle’ con lo ‘scilippo’: la bianca glassa che ricopre questo nostro tipico dolce pasquale.

La sera poi è la reliquia del Legno della Croce a essere portata in processione accompagnata dall’Arciconfraternita del Legno della Croce, dalle donne Pie e dai cavalieri del S. Sepolcro. Quest’ultima in particolare rievoca il legame della nostra città con la Terra Santa sin dai tempi delle crociate e della presenza di diversi ordini cavallereschi. Non a caso nella nostra diocesi compare la città di Nazareth, in quanto dal 1327 al 1818, Barletta fu sede degli arcivescovi di Nazareth.

Nuovamente il coro canta le composizioni di Curci nei pressi del gigante di Barletta, Eraclio, e con l’Ufficio delle Tenebre, predica all’oscuro nella chiesa di Sant’Andrea, si conclude  il Venerdì Santo e il tempo di Quaresima a Barletta in attesa della Pasqua.

 Filippo Antonio Piazzolla

Sata Spina

 

processione legno della Croce

germogli di grano

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