Taranto, la città dei due mari

Taranto e i Riti della Settimana Santa

Tra i momenti più forti ed intensi che si possono vivere in Puglia vanno sicuramente annoverati i riti della Settimana Santa. Si tratta di un momento particolarmente suggestivo, le città si vestono di un’atmosfera sacrale.
Il particolare momento che ad oggi viviamo a causa dell’emergenza “Covid – 19” non renderà possibile la realizzazione di tutte quelle particolari manifestazioni di fede popolare che interessano i piccoli e grandi centri pugliesi.

Oggi vogliamo soffermarci sui riti della Settimana Santa che hanno reso famosa la città di Taranto, attirando numerosi visitatori, proprio in questo particolare periodo dell’anno, curiosi di vivere un’esperienza unica.
Il 2020 è un anno decisamente particolare, la città di Taranto si ritrova a vivere quel particolare momento di sospensione dei riti vissuto già durante la Prima e Seconda Guerra Mondiale. Settantasei anni dall’ultimo divieto, era il 1944 e da quel momento in poi il popolo tarantino ha sempre onorato le secolari tradizioni in merito ai riti che precedono la Pasqua.

I riti della Settimana Santa a Taranto, risalgono al 1703, quando don Diego Calò ordinò a Napoli le statue del Cristo Morto e della Madonna Addolorata; queste statue furono collocate in una cappella gentilizia. Nel 1765, Francesco Antonio Calò, figlio di don Diego, donò le statue alla Chiesa del Carmine e conferì ad essa il compito di continuare la tradizione.  Da quel momento il rito si trasforma da manifestazione devozionale prettamente familiare a rituale che interessa l’intera comunità.
I Riti della Settimana Santa a Taranto iniziano la Domenica delle Palme, quando la confraternita di Maria SS. Addolorata e l’Arciconfraternita del Carmine si riuniscono in Assemblea straordinaria ( cosiddetta “gara”) per procedere all’aggiudicazione dei simboli e delle “poste” che usciranno in processione nei giorni del triduo pasquale.

Simboli e Protagonisti
I “Perdoni” sono i Confratelli della chiesa del Carmine e rappresentano le figure cardine delle processioni della Settimana Santa a Taranto; procedono lentamente tra le vie della città con il dondolio continuo detto “nazzecata”.
Il loro nome forse deriva dai pellegrini che si recavano a Roma per chiedere il perdono dei propri peccati. Incedono scalzi indossando un camice bianco, un cappuccio bianco con due forellini all’altezza degli occhi, una corona di sterpi poggiata sul capo, guanti bianchi, un rosario nero, una cinghia di cuoio nero legata in vita (rappresentazione della frusta con la quale venne colpito Gesù) e due scapolari recanti le scritte “Decor” e “Carmeli”. I Perdoni portano anche un bastone alto circa due metri simile a quello che in passato portavano i pellegrini.

Il cuore delle manifestazioni della Settimana Santa a Taranto si raggiunge con le celebrazioni del Giovedì e Venerdì Santo. Scenografiche sono le processioni che rispettivamente prendono avvio il Giovedì, a mezzanotte, dalla chiesa di San Domenico (processione dell’Addolorata) e il Venerdì, alle 17.00, dalla chiesa del Carmine (processione dei Misteri). Entrambe sono accompagnate dal suono della “troccola”, uno strumento in legno dal suono inconfondibile, un “trac-trac” che chiunque abbia assistito a queste manifestazioni religiose non può dimenticare.

Un’esperienza mistica vissuta con Fede e partecipazione da parte di tutti i tarantini, noi la consigliamo vivamente a tutti coloro che vorranno conoscere profondamente l’anima di una città che si mostra ai visitatori con le sue differenti sfaccettature, allegra e malinconica, ma sicuramente genuina.
La Città dei due Mari vi aspetta!

Federica Gatti

  Taranto e i Riti della Settimana Santa

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